L’esenzione IMU può trovare applicazione anche quando un ente non commerciale concede gratuitamente un immobile a un altro ente non profit affinché vi svolga attività meritevoli con modalità non commerciali.
È quanto affermato dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio con la sentenza n. 1724/2026, relativa a un immobile concesso in comodato da una congregazione religiosa a un’associazione impegnata nell’assistenza e nel reinserimento sociale di persone affette da disagio psichico.
Roma Capitale aveva negato l’agevolazione prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i), del d.lgs. n. 504/1992, sostenendo che tra l’ente proprietario e quello comodatario non sussistesse un rapporto di appartenenza alla medesima struttura organizzativa e che la semplice affinità degli scopi statutari non fosse sufficiente.
I giudici hanno invece confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento, applicando la norma di interpretazione autentica introdotta dall’art. 1, comma 71, della legge n. 213/2023.
In caso di utilizzazione indiretta dell’immobile, l’esenzione richiede la presenza congiunta di quattro condizioni:
- il possessore dell’immobile deve essere un ente non commerciale;
- l’immobile deve essere concesso in comodato gratuito a un altro ente non commerciale;
- tra comodante e comodatario deve sussistere un collegamento funzionale o strutturale;
- il comodatario deve destinare l’immobile esclusivamente allo svolgimento delle attività agevolate con modalità non commerciali.
Nel caso esaminato, la Corte ha riconosciuto un effettivo collegamento funzionale tra i due enti, poiché l’attività assistenziale svolta gratuitamente dall’associazione comodataria perseguiva finalità pienamente comprese tra i compiti istituzionali della congregazione proprietaria.
Non è dunque indispensabile che concedente e comodatario appartengano alla stessa struttura organizzativa. È però necessario che il comodato sia integralmente gratuito e che l’attività concretamente svolta nell’immobile realizzi finalità istituzionali comuni o strettamente connesse.

